Il “censimento” del volontariato italiano realtivo all'anno 2009 è raccolto nel Compendio statistico sui Centri di Servizio del Volontariato e sui Comitati di gestione dei Fondi speciali per il Volontariato, realizzato dalla Consulta nazionale dei Comitati di gestione sulla base dei dai dati raccolti dai in collaborazione con i Centri di servizio per il volontariato.
Crescono le organizzazioni di volontariato in Italia: nel 2009 se ne contano 43.323, il 3% in più del 2008 quando ne risultavano 42.056.
Il 63% di questo “universo”, vale a dire 27.309 unità, risultano iscritte ai registri pubblici (+4,5% rispetto al 2008 e +11,4% rispetto al 2007). I 78 Centri di Servizio presenti in Italia in tutte le regioni operano sul territorio nazionale attraverso 432 punti di servizio sedi principali, delegazioni e sportelli periferici), in media 1 ogni 138mila abitanti e 1 ogni 100 organizzazioni di volontariato.
A questi centri nel 2009 sono stati erogati dalle Fondazioni di origine bancaria oltre 93milioni di euro (il 9% in meno rispetto l'anno precedente) ma, tenendo conto delle
disponibilità di esercizi precedenti o di altri fondi di altri soggetti, i CSV hanno potuto disporre complessivamente di 133.290.565 euro (-4,5% rispetto il 2008).
Nella prima parte del Compendio viene descritto il “bacino d'utenza” dei Centri di Servizio per il Volontariato nelle regioni italiane, mentre nella seconda parte si passa ad analizzare l'operatività dei Centri stessi.
Secondo i dati raccolti, quasi tutti i CSV sono dotati di un sito web attraverso il quale forniscono alla cittadinanza e alle associazioni informazioni sulle attività e le iniziative. Nel 2009 i 78 Centri contano complessivamente sull'equivalente di 833,4 addetti a tempo pieno, di cui il 94,2% costituito da dipendenti o parasubordinati a tempo pieno o part time, e il restante 5,8% da operatori autonomi o da professionisticonsultenti: circa 1,4 addetto per 100mila abitanti a livello nazionale. Il 69,2% degli operatori sono impiegati nell'attività di front office e quindi a diretto contatto con le organizzazioni di volontariato e gli utenti, il restante 30,8% è impegnato in mansioni amministrative o di archivio dati e documentazione.
In una parte della ricerca vengono analizzati, con un modello semplificato di analisi delle priorità espresse, i bisogni manifestati dalle organizzazioni di volontariato e i servizi resi dai Centri di Servizio: le associazioni del terzo settore chiedono in particolare consulenze per il sostegno alle prassi amministrative, adempimenti di legge, aspetti legali e, sempre di più, anche supporto alla partecipazione ai bandi e alla progettazione sociale; il secondo tipo di bisogno è quello della promozione del volontariato e delle singole organizzazioni di volontariato e, a seguire, la formazione; solo al quarto posto della graduatoria viene indicata l'esigenza di avere più finanziamenti; agli ultimi due posti si collocano l'esigenza di servizi tecnico-logistici e il bisogno di informazione/documentazione.
La terza parte del Compendio analizza l'operatività dei Comitati regionali di gestione dei Fondi speciali per il Volontariato che svolgono una delicata funzione di regolazione e controllo del sistema in qualità di amministratori dello stesso. Essi provvedono, tra l’altro, ad assegnare annualmente i fondi ai Centri di servizio sulla base dei programmi di attività da questi presentati, e a controllare i relativi rendiconti.
Crescono le organizzazioni di volontariato in Italia: nel 2009 se ne contano 43.323, il 3% in più del 2008 quando ne risultavano 42.056.
Il 63% di questo “universo”, vale a dire 27.309 unità, risultano iscritte ai registri pubblici (+4,5% rispetto al 2008 e +11,4% rispetto al 2007). I 78 Centri di Servizio presenti in Italia in tutte le regioni operano sul territorio nazionale attraverso 432 punti di servizio sedi principali, delegazioni e sportelli periferici), in media 1 ogni 138mila abitanti e 1 ogni 100 organizzazioni di volontariato.
A questi centri nel 2009 sono stati erogati dalle Fondazioni di origine bancaria oltre 93milioni di euro (il 9% in meno rispetto l'anno precedente) ma, tenendo conto delle
disponibilità di esercizi precedenti o di altri fondi di altri soggetti, i CSV hanno potuto disporre complessivamente di 133.290.565 euro (-4,5% rispetto il 2008).
Nella prima parte del Compendio viene descritto il “bacino d'utenza” dei Centri di Servizio per il Volontariato nelle regioni italiane, mentre nella seconda parte si passa ad analizzare l'operatività dei Centri stessi.
Secondo i dati raccolti, quasi tutti i CSV sono dotati di un sito web attraverso il quale forniscono alla cittadinanza e alle associazioni informazioni sulle attività e le iniziative. Nel 2009 i 78 Centri contano complessivamente sull'equivalente di 833,4 addetti a tempo pieno, di cui il 94,2% costituito da dipendenti o parasubordinati a tempo pieno o part time, e il restante 5,8% da operatori autonomi o da professionisticonsultenti: circa 1,4 addetto per 100mila abitanti a livello nazionale. Il 69,2% degli operatori sono impiegati nell'attività di front office e quindi a diretto contatto con le organizzazioni di volontariato e gli utenti, il restante 30,8% è impegnato in mansioni amministrative o di archivio dati e documentazione.
In una parte della ricerca vengono analizzati, con un modello semplificato di analisi delle priorità espresse, i bisogni manifestati dalle organizzazioni di volontariato e i servizi resi dai Centri di Servizio: le associazioni del terzo settore chiedono in particolare consulenze per il sostegno alle prassi amministrative, adempimenti di legge, aspetti legali e, sempre di più, anche supporto alla partecipazione ai bandi e alla progettazione sociale; il secondo tipo di bisogno è quello della promozione del volontariato e delle singole organizzazioni di volontariato e, a seguire, la formazione; solo al quarto posto della graduatoria viene indicata l'esigenza di avere più finanziamenti; agli ultimi due posti si collocano l'esigenza di servizi tecnico-logistici e il bisogno di informazione/documentazione.
La terza parte del Compendio analizza l'operatività dei Comitati regionali di gestione dei Fondi speciali per il Volontariato che svolgono una delicata funzione di regolazione e controllo del sistema in qualità di amministratori dello stesso. Essi provvedono, tra l’altro, ad assegnare annualmente i fondi ai Centri di servizio sulla base dei programmi di attività da questi presentati, e a controllare i relativi rendiconti.
Fonte: Consulta nazionale dei Co.Ge.
















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