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I “Beni Culturali Invisibili”: Una Risorsa Italiana Da Valorizzare. Scadenza: 31.12.2010 PDF Stampa E-mail
Scritto da Silvia Gheza   
Giovedì 28 Ottobre 2010 09:42
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I “Beni Culturali Invisibili”: Una Risorsa Italiana Da Valorizzare. Scadenza: 31.12.2010

 

 

Fondazione Telecom Italia indice un bando finalizzato a sostenere progetti di valorizzazione di un “bene culturale invisibile” che - nell’assoluto rispetto del contesto (museale, territoriale, paesaggistico ecc.) in cui il bene è inserito - possano diventare un elemento propulsore di conoscenza e valorizzazione del bene e, nel tempo, rafforzare l’integrazione con la comunità locale attraverso nuove forme di coinvolgimento turistico legate alla cultura e alla dimensione economica del territorio, promuovere percorsi di educazione ad una cittadinanza attiva e consapevole.

L’espressione “bene culturale invisibile” deriva dalla nozione ufficiale di bene culturale quale consistenza di una o più opere d’arte, testimonianze storiche, culturali, sociali, tecnicoscientifiche e di costume che, allo stato, non godono di adeguata visibilità e fruizione, perché nascoste, non adeguatamente conosciute e valorizzate.

L’espressione si può declinare in vari modi, partendo dall’arte invisibile che giace nei depositi dei musei italiani, un patrimonio artistico di cui difficilmente il pubblico può fruire. Ma può anche riguardare un cosiddetto “bene minore” non sufficientemente visibile all’interno della dimensione locale di riferimento e che invece potrebbe diventare, con un opportuno progetto di rilancio e valorizzazione, un elemento attrattivo per l’economia e il turismo locale. Un’altra possibile declinazione riguarda la “visibilità” come capacità del bene o della raccolta di beni di essere fruiti dalla cittadinanza, al fine di trasformare la risorsa artistica in un fattore di reale conoscenza ed educazione interculturale, soprattutto a favore delle fasce più giovani della popolazione.

La nozione può infine estendersi al paesaggio, con riferimento in particolare a insediamenti umani dove l’azione dell’uomo sulla natura ha prodotto trasformazioni virtuose, tali da consentire, attraverso lo studio e la ricerca, l’emersione di potenzialità e attrattive che andranno ad arricchire l’offerta del territorio.

Tutte queste possibili declinazioni del concetto di “bene culturale invisibile” hanno un denominatore comune: la conoscenza.

Ii progetti potranno prevedere:

1. la realizzazione di studi e ricerche di interesse scientifico finalizzati a far emergere un nuovo interesse per la “risorsa invisibile” e costituiscano una solida base per interventi e progetti di valorizzazione e di recupero della risorsa stessa;

2. la definizione di modalità espositive del bene che siano originali, innovative e attrattive;

3. la realizzazione di iniziative pubbliche di coinvolgimento della popolazione finalizzate rendere i beni visibili e accessibili sia alla cittadinanza locale sia ai turisti;

4. l’utilizzo delle tecnologie per rafforzare la visibilità, diffondere la conoscenza e favorire la fruizione del bene.

Saranno esaminati anche progetti che comportino interventi di riqualificazione del paesaggio purché diano vita ad operazioni dotate di un ambito territoriale non limitato e settorializzato e ispondano alle indicazioni fornite sopra.

Il bando non prevede il finanziamento a progetti basati sulla nozione del restauro, a meno che n’attività di recupero non sia funzionale al progetto di valorizzazione.

La durata di ogni progetto sarà compresa fra 12 e 18 mesi.

Il fondo erogativo totale stanziato da Fondazione Telecom Italia per il presente bando è pari a 1 milione di euro. Ogni singolo progetto potrà ricevere un contributo economico non superiore a 500.000 euro e non inferiore a 250.000 euro, destinato a coprire fino a un massimo dell’80% dei costi sostenuti.

Il bando è destinato ai soggetti titolari della disponibilità del bene (o dei beni) interessato dal progetto, siano essi istituzioni museali, associazioni e istituti culturali, enti locali, oppure a soggetti terzi purché il progetto preveda l’accettazione del progetto da parte del legittimo proprietario e/o del titolare della disponibilità del patrimonio coinvolto dal progetto.

Condizione essenziale è che il soggetto proponente non abbia finalità di lucro.

Fondazione Telecom Italia accetterà proposte provenienti dai soggetti titolari della disponibilità anche in partnership con uno o più soggetti appartenenti alle seguenti categorie:

- Associazioni di Protezione Ambientale (art. 13 legge 349/1986);

- Onlus iscritte all’anagrafe unica di cui al d.lgs. 460/97;

- Organizzazioni di volontariato iscritte ai registri di cui alla L. 266/91;

- Associazioni di Promozione Sociale iscritte ai registri di cui alla Legge 383/2000;

- Fondazioni ed Associazioni riconosciute;

- Cooperative Sociali iscritte agli albi regionali,

- Imprese Sociali iscritte al registro imprese, sezione imprese sociali;

- Università (Statali e non statali riconosciute per rilasciare titoli aventi valore legale);

- Consorzi ed Associazioni Temporanee di Scopo costituite fra soggetti di cui ai punti precedenti.

Nell’ipotesi di partnership, dovrà essere individuato un soggetto capofila che coordinerà i rapporti tra i diversi soggetti e con Fondazione Telecom Italia, sarà responsabile dell’invio del progetto, della sua rendicontazione, di tutta la fase attuativa e di monitoraggio e sosterrà la maggior parte degli oneri previsti nel piano economico complessivo del progetto.

Ogni soggetto proponente potrà presentare al massimo una richiesta di contributo, sia esso partecipante in qualità di ente capofila o di ente partner. È considerato titolo di merito il coinvolgimento di Enti pubblici.

Le proposte inviate a FTI potranno interessare uno o più beni situati all’interno del territorio dello Stato italiano e dovranno contenere un’adeguata rappresentazione della struttura complessiva del progetto.

In particolare saranno definiti:

- il “bene invisibile”oggetto del progetto, con dettagliate motivazioni della scelta e il relativo titolo di disponibilità del bene;

- l’ambito territoriale di riferimento;

- la “vision” originale del progetto in relazione alle nuove modalità di conoscenza, valorizzazione e fruizione del bene;

- il sistema integrato di azioni che saranno messe in opera per attuare tale “vision” (compreso l’eventuale sviluppo di soluzioni tecnologiche e informatiche);

- il sistema di monitoraggio del progetto per tutta la sua durata;

- i risultati attesi e i relativi strumenti e criteri di valutazione;

- le eventuali iniziative di integrazione/interazione con la comunità locale e di valorizzazione di cultura e tradizioni del territorio;

- la durata del progetto (tra 12 e 18 mesi);

- una previsione dettagliata e adeguatamente motivata dei costi del progetto, dell’utilizzo delle risorse finanziarie e il relativo piano gestionale;

- la tempistica delle diverse fasi (diagramma di Gantt);

- i rapporti fra gli eventuali partner;

- il sistema di valutazione alla conclusione del progetto;

- la sostenibilità futura e l’eventuale replicabilità.

I progetti potranno pervenire a FTI dal 6 ottobre al 31 dicembre 2010 (data ultima e irrevocabile di presentazione dei progetti) unicamente attraverso l’apposita procedura che è disponibile sul sito della FTI www.fondazionetelecomitalia.it nel medesimo periodo.

I progetti selezionati dovranno essere realizzati e completati entro un periodo compreso tra i dodici ed i diciotto mesi.

 

 

Valore del progetto

Il contributo economico erogabile da parte di FTI per singolo progetto dovrà essere compreso tra un minimo di euro 250.000 ed un massimo di euro 500.000. Il contributo sarà versato per rimborsare al soggetto beneficiario fino all’80% dei costi inerenti la completa attuazione del progetto, compreso il monitoraggio, e per tutte le attività gestionali correlate.

 

Progetti e soggetti non ammissibili

 

- Il contributo economico non sarà erogato a progetti e iniziative già esistenti: saranno accettati solamente nuovi progetti;

- non saranno ammessi progetti che prevedono costi non strettamente correlati al progetto (ad esempio riferiti all’attività ordinaria dei soggetti proponenti);

- non saranno ammessi progetti presentati da soggetti la cui attività è svolta con finalità di lucro;

- non saranno ammessi progetti e soggetti che non rispondano ai requisiti descritti nel presente bando.

 

Allegati:
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