Il “Bando Storico-Artistico e Culturale 2011” promosso dalla Fondazione per il Sud, mette a disposizione 4 milioni di euro per progetti “esemplari” nella valorizzazione culturale, cioè interventi che per contenuto innovativo, impatto e rilevanza territoriale, possano divenire dei modelli di riferimento.
Il Bando è rivolto alle organizzazioni non profit meridionali (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia) e scade il 4 luglio 2011.
L‘obiettivo è di promuovere iniziative “esemplari” di tutela e valorizzazione del patrimonio storico-artistico e culturale del Mezzogiorno, in chiave di sviluppo locale e per l’inclusione sociale.
I progetti dovranno favorire la formazione di reti locali, coinvolgendo il terzo settore e il volontariato, le istituzioni pubbliche, gli enti preposti allo sviluppo turistico, ma anche gli operatori privati. Gli interventi dovranno riguardare beni con una forte identità storico-culturale per il territorio, che siano nell’effettiva disponibilità, per una durata di 7 anni, del soggetto proponente.
Si fa riferimento a beni architettonici che costituiscono il patrimonio culturale materiale (fisicamente tangibile), ovvero a beni immobili di particolare pregio artistico, storico, archeologico, testimonianza di epoche passate, che potranno essere valorizzati attraverso l’avvio di nuovi servizi o di forme artistiche mirate all’inclusione sociale (nuovi spazi culturali, centri di incontro e aggregazione, recupero e valorizzazione a fini turistici di beni culturali, incremento dell’accessibilità e della fruibilità degli stessi beni, gestione di musei e siti archeologici).
Verranno valutati positivamente i progetti che, tra le altre caratteristiche richieste, prevedano il coinvolgimento delle fasce più deboli della popolazione (immigrati, senza fissa dimora, disabili, tossicodipendenti, anziani, ecc.), contribuiscano allo sviluppo di espressioni artistiche, in particolare attraverso le diverse forme di teatro, e dimostrino la sostenibilità nel tempo dell’intervento proposto.
La partnership (almeno tre organizzazioni) è aperta non solo al mondo del volontariato e del terzo settore, ma anche a quello delle istituzioni, dell’università, della ricerca e al mondo economico.























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