Venerdì 22 luglio, per la V edizione di ForteCinema, al Parco ecologico S. Jachiddu di Messina, alle ore 21, è in programma un classico di Akira Kurosawa, “Derzu Uzala. Il piccolo uomo delle grandi pianure” (1975). Su iniziativa della cooperativa sociale “Scirin”, che gestisce in concessione al Comune di Messina il Parco ecologico S. Jachiddu, la rassegna è dedicata al tema “L’uomo e la Terra”.
Il film racconta la storia di un solitario cacciatore kirghiso senza età né fissa dimora che vive in armoniosa e quasi religiosa simbiosi con la natura parlando col fuoco e con gli animali. La sua commovente amicizia con un capitano russo costituisce l’emblema dell’incontro sempre critico ma ogni volta decisivo tra cultura occidentale e orientale della terra.
La rassegna si concluderà venerdì 29 luglio con il recente lavoro di Sean Penn, Into the wild – Nelle terre selvagge (2008), una riflessione amara e struggente sulla pienezza agognata della vita e sull’eterno dibattersi dell’atteggiamento dell’uomo nei confronti della natura considerata ora come spazio di liberazione spirituale ora come natura matrigna, fonte di insidie e pericoli anche mortali.
La rassegna
La rassegna ForteCinema di questo anno, giunta ormai alla quinta edizione, è dedicata ad un tema di centrale importanza per la storia e la missione del Parco Ecologico S. Jachiddu: il rapporto tra uomo e natura ed i differenti modi in cui si è realizzato il suo ‘abitare in essa’. In un tempo in cui l’ecologia è divenuta di scottante attualità ed inizia ad influenzare anche le scelte politiche a livello mondiale, vogliamo riflettere sul modo in cui l’uomo, sia in Occidente che in Oriente, si rapporta alla natura ed alla terra: al dominio e allo sfruttamento illimitato con cui la modernità occidentale ha salutato l’affermarsi delle scienze e della tecnica, inizia a subentrare la consapevolezza non solo della limitatezza delle risorse naturali, ma anche la ricerca di un intimo legame tra uomo e terra in cui trovino spazio i sentimenti di meraviglia, rispetto e riconoscimento a partire da cui l’uomo potrà un giorno tornare a percepirsi come il “figlio della Terra”.















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