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ForteTeatroFestival nel segno di Pinter PDF Stampa E-mail
Scritto da Marco Olivieri   
Mercoledì 20 Luglio 2011 10:18
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Per la IV edizione del ForteTeatroFestival, in programma fino al 28 luglio presso il Parco ecologico S. Jachiddu di Messina, è in cartellone giovedì 21 luglio, dalle ore 21, la pièce “La stanza” di Harold Pinter realizzata dal Teatrino Giullare (CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia), spettacolo finalista Premio Ubu 2010 per la Scenografia. Organizza la cooperativa sociale “Scirin”, che gestisce il Parco ecologico in concessione al Comune di Messina, in collaborazione con l'associazione culturale "Il Castello di Sancio Panza". La direzione artistica è del regista Roberto Bonaventura.


Biglietto d’ingresso 10 € (per chi prenota riduzione del 20%).
21 luglio
LA STANZA
interpretato e diretto da Teatrino Giullare
traduzione di Alessandra Serra
scene e mascheramenti Cikuska
Una produzione  Teatrino Giullare
CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia
 
Spettacolo finalista Premio Ubu 2010 per la Scenografia

" Una cosa non è necessariamente vera o falsa, può essere sia vera che falsa allo stesso tempo.” Harold Pinter

 All'interno della finestra di un palazzo di periferia, macchiato dall'ombra di una presenza misteriosa, si svolgono vicende umane di solitudine, insicurezza, pericolo incombente dai risvolti comici ed inquietanti.
Un testo prototipo di molti dei temi che dominano l'opera migliore di Pinter: una donna chiusa in un appartamento di un oscuro caseggiato e il suo silenzioso marito sentono la loro casa misteriosamente minacciata da presenze enigmatiche, da sospetti e preoccupanti personaggi in stato di guerra psicologico. L'aria della stanza si addensa, si carica di incertezza, di ansia, di violenza.
In bilico tra realtà e finzione, tra falso e vero, 2 attori danno vita a 6 personaggi dando modo ai protagonisti di manifestare la propria ambiguità attraverso maschere iperrealistiche in grado di deformarsi e sorprendere, in un vortice di apparizioni che amplifica l'enigma e l'attualità del testo.


25 luglio
LA VITA NON BASTA
di e con Raimondo Brandi
Diretto con Alessia Berardi
Musiche a cura di Daniel Bacalov

“La letteratura, come l'arte in genere,
è la dimostrazione che la vita non basta“.
Fernando Pessoa
Amo i dialoghi dei film francesi, mi sentirei meglio se riuscissi a discutere a un tavolino in quel modo, accetterei sicuramente la solitudine se avesse una bella colonna sonora, e di ogni dolore sarei geloso se lo vivessi come un Faust o un Amleto. Insomma bisogna pur aggrapparsi a qualcosa per dare un senso alla vita, voglio dire per elevarla. Questo è quello che fa la protagonista di questo nuovo progetto Angela: arriva in scena nella mia carne, certo meno femminile di come la immagino, e dice che la sua vita così non è niente se non la racconta, solo allora diventa una storia, e le storie sì che hanno senso, che hanno la dignità del cerchio: “Io volevo cammino pieno de curve che porta, torna e chiude perfetto come un romanzo, non volevo piccolo segmento de vita de Albania.”
Lo spettacolo racconta la vita di un’emigrata Albanese o di chiunque scappa per troppa passione ma diventa subito un viaggio tra figure letterarie o reali, spesso crudeli: il marito-sfruttatore toscano che l’ha fatta venire a Pontedera, l’egiziano proprietario dell’agenzia che ha organizzato il viaggio, il ragazzino timido e crudele che non la aiuta quando scappa, la maga-cartomante russa. I personaggi si accavallano tutti nella mia carne, unico attore, che così cambio sesso e accento quattro o cinque volte; appaiono, si raccontano e portano avanti un pezzo di storia, fanno un pezzo della curva, fino alla svolta fantastica.
Dopo aver tanto inseguito il romanzo Angela si imbatte in un vero classico: il patto con il diavolo. Anche se qui il diavolo è un maga russa che vive a Monti e non si vende proprio l’anima bensì l’appuntamento con la morte in cambio di un lauto stipendio “Mio lavoro per tutto questo è vivere e basta. Vivere co nuova scadenza.Fare tutta vita che voglio e poi finire a posto di altro. Quando morte scende co appuntamento segnato in agenda per cliente de Madama, invece che da ricco uomo viene da me che vado a suo posto.” Ecco. Ora che ha un “lavoro” Angela subisce una nuova trasformazione, questa volta sociale, è il momento Pigmalione o Pretty woman: vestiti, scarpe, borsetta, appartamento e anche un po’ d’amore. L’unica cosa che manca adesso ad Angela per rendere la sua vita un opera d’arte è la conclusione che deve essere la morte e che deve arrivare dall’amore. È questo quello che succede, rendendo palese l’inganno della letteratura che dona un senso solo alle cose concluse lasciando sofferenza per tutto il cammino.
Il teatro sembra il posto giusto ad Angela per operare la sua trasformazione vita-letteratura e per questo lo battezza “circo d’alchimia”. Molte volte la materia cambia sul palco: i personaggi si trasformano, Angela stessa si modifica, ma soprattutto il tragico diventa comico e il comico diventa tragico, e questo per raccontare questa Italia così come la sento io. Il fantastico che c’è in Angela infatti mi da la possibilità di parlare della situazione di molti: dello sfruttamento che ora ha assunto forme così diverse da non essere percepibile, dei canali già segnati dove si infilano le esistenze e di una nuova povertà difficile da identificare e con accenti più esotici. La disorientata nuova reale popolazione.

28 luglio
INOSSIDABILE MIELE
di e con Domenico Cucinotta
regia e selezione musicale Domenico Cucinotta
collaborazione artistica Sumako Koseki

Ho voluto raccontare, attraverso il linguaggio del corpo e la lingua dei segni, ciò che le parole a volte non dicono, se non quando si compongono in poesia.
Ho voluto dire di Michele Cucinotta Oteri, poeta, del suo bisogno d'amore, disperato amore, assoluto amore, tanto grande da superare i confini dell'umano fino a giungere all'universo delle cose.
Di questo amore, vita, voglio parlare, danzando.
Domenico Cucinotta


Il biglietto d'ingresso 10 €; 8 € per chi prenota al 348.7967879.
Nelle serate del teatro l'appuntamento con il pane caldo e le bevande è dopo lo spettacolo.

Marco Olivieri


 
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