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Mostra "Volti di donne dalle crisi umanitarie" a Montalbano
Da Venerdì, 19 Marzo 2010 -  10:00
A Domenica, 18 Aprile 2010 - 18:00
di Marco OlivieriVisite : 1331

Esposta fino al prossimo 18 aprile al Castello svevo-aragonese di Montalbano Elicona, in provincia di Messina, la mostra è organizzata dall'assessorato alla Cultura in collaborazione con l'organizzazione umanitaria "Medici Senza Frontiere".

Mostra a cura dell'Assessorato alle Problematiche della cultura, del turismo e dello sport

SEDE
Montalbano Elicona (ME), presso il Castello Svevo-Aragonese

CALENDARIO,
- Da sabato 13 marzo a domenica 18 aprile

ORARI
-
- Sabato-Domenica: 10:00-13:00, 15:00-18:00.
- Lunedì’-Venerdi’: 10:00-13:00, 15:00-18:00 (SU PRENOTAZIONE)


COMUNICATO STAMPA


Montalbano Elicona (ME), 18 marzo 2010


ESPOSTA AL CASTELLO FINO AL PROSSIMO 18 APRILE
LA MOSTRA VOLTI DI DONNE DALLE CRISI UMANITARIE

Inaugurata sabato 13 marzo, rimarrà aperta fino al prossimo 18 aprile la mostra intitolata “Volti di donne dalle crisi umanitarie”.

Prodotta da "Medici Senza Frontiere" con la collaborazione dell'Istituto Europeo di Design (IED) di Milano, la mostra giunge per la prima volta in Sicilia e rappresenta un'occasione importante per riflettere su un tema così attuale come quello della condizione femminile nei Paesi in via di sviluppo. Giorno 8 marzo è stata avviata anche in Italia, a Roma, la raccolta di firme per candidare le donne africane al Premio Nobel per la Pace. La motivazione: il loro impegno all'interno della società africana è il primo deterrente contro la guerra.

La guida informata di "Medici Senza Frontiere" - la più grande organizzazione medico-umanitaria indipendente del mondo - può essere l'occasione per compiere un viaggio per immagini in un universo per lo più sconosciuto e ignorato in Occidente, all'interno del quale le donne sono eroiche protagoniste silenziose.

Nata nel 2009 nell'ambito di un'azione di denuncia organizzata da "Medici Senza Frontiere" contro l'indifferenza dei media sulle situazioni umanitarie drammatiche vissute negli ultimi anni in Somalia, Zimbabwe, Myanmar, Congo orientale, Etiopia, Pakistan, Afghanistan, Sudan e Iraq, la mostra documenta la condizione femminile in quel contesto, all'interno del quale le donne sopportano ogni giorno fatiche e stenti per sostenere se stesse e le loro famiglie, costrette a vivere in luoghi segnati da guerre, epidemie, carestie, situazioni endemiche di sottosviluppo.

La realtà e il microcosmo che ruota attorno alla donna vengono scandagliati in 26 immagini fotografiche di eccezionale qualità, realizzate in bianco e nero e a colori da alcuni fra i più importanti fotoreporter del mondo. Citiamo per tutti l'italiano Paolo Pellegrin e il brasiliano Sebastião Salgado, autori che risultano ogni anno tra i più premiati a livello mondiale.

Nel loro complesso le immagini esposte descrivono un grandioso affresco di volti, di espressioni, di gesti e di situazioni, all'interno del quale la donna diventa assoluta protagonista di vicende cariche di significato. Madri alle prese con i loro bambini spesso malati o malnutriti; donne raccolte nel chiuso dell’ambiente domestico o intente ad affrontare i problemi di una quotidianità difficile; donne anche cariche di rabbia; e poi anche volti di bambine e di adolescenti.

Un tuffo di realtà è la foto che ritrae le gambe di alcune donne, fra le quali una visibilmente incita, stese ognuna sul proprio lettino in attesa di una visita medica all'interno di una sala; oppure l'immagine che ritrae il caleidoscopio di colori delle vesti di una lunga teoria di donne in piedi o accovacciate sulla terra, in fila in attesa di qualcosa. Tremende invece sono le immagini che mostrano la malnutrizione e la malattia.

Tutte le foto in mostra, che di per sé rappresentano ognuna uno splendido esempio di tecnica fotografica, costituiscono però prima di tutto delle spietate denunce, aprendo alla coscienza di chi le osservi attentamente gli orizzonti di una realtà che, terminata la visita alla mostra, non smette di interrogarci.

 


 

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